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La lingua ladina
Spesso la provincia più settentrionale dell’Italia, e cioè l’Alto Adige, viene considerata terra abitata prevalentemente da un’etnia tedesca, ed è così, ma oltre al tedesco e all’italiano, in Alto Adige si parla anche una terza lingua, il ladino, l’antico idioma retoromancio scritto e parlato dalla gente di cinque valli dolomitiche distribuite tra le province di Bolzano, Trento e Belluno: quelle altoatesine sono la Val Gardena e la Val Badia, quelle trentine la Val di Fassa e Livinallongo (Fondom in lingua ladina), mentre bellunese è l’Ampezzano intorno a Cortina.
Solo in Alto Adige il ladino è annoverato tra le lingue ufficiali della Provincia e viene anche insegnato nelle scuole delle due rispettive valli. In tutto sono ancora circa 30.000 le persone che identificano il ladino come la loro madrelingua, poco rispetto ai 60.000 cittadini danesi delle isole Faroer che ancora parlano la loro lingua omonima, ma già un po’ di più rispetto ai 20.000 lapponi nel nord della Scandinavia che sono riusciti a preservare il samo, la lingua dei loro avi.
Ma questo è un solo piccolo dettaglio, e per tornare ai ladini dell’Alto Adige, alla loro lingua e alla loro lunga ed interessante storia, vi invitiamo a visitare il bellissimo Museo Ladin di Ciastel de Tor a San Martino di Badia dove scoprirete ogni ulteriore particolare legato al terzo e più piccolo gruppo etnico dell’Alto Adige.
Foto: Press Office Alta Badia
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